Centro informazioni studi ed esperienze (CISE)
Centro informazioni studi ed esperienze
Costituito nel 1946 con il concorso di Edison, Fiat, Cogne, Sade e Montecatini, ebbe come primo presidente il Consigliere delegato della Edison Vittorio De Biase e Guido Molteni come primo direttore. Il primo comitato scientifico vedeva rappresentanti dell'Università degli Studi di Milano, delle aziende fondatrici. La prima sede fu presso la Bulloneria Pozzi, in piazza del Cimitero Monumentale 23 e uno staff di 14 persone, divenute 40 nel 1951. Dal 1950 anche il CNR insieme al Governo inizia a sostenere economicamente le attività di ricerca e nello stesso anno viene avviato un corso in Fisica nucleare applicata tenuto dal personale del Cise presso l'Università degli Studi di Milano.
Nel 1951 nasce la rivista «Energia nucleare».
Tra il 1952 e il 1955 si tengono trattative per far entrare strutturalmente il capitale pubblico all'interno del CISE, tramite la Finsas, società finanziaria per studi e applicazioni sperimentali e il Cnrn che finanzia il Cise con contratti di ricerca.
Nel 1960 viene aperta la sede di Segrate, mentre al Cnrn subentra l'Euratom. Parte il progetto Cirene (Cise reattore a nebbia).
nel 1962 viene siglata una convenzione tra Cise, Euratom e Cnrn per la costruzione di un prototipo per il calcolo del costo dell'energia, per la durata di 4 anni. Nel 1962 nasce l'Enel che diventa azionista del Cise nel 1964, con un impegno a investire nelle centrali non nucleari. Nel 1966 nasce l'impianto Circe di Piacenza (Cerere Reaction Circuit Experiment). Nel 1967 la crisi dell'Euratom porta a una contrazione delle risorse, sostituite in parte da un rinnovato impegno del Cnr. Dal 1973 tuttavia, l'Euratom riprende a sostenere due progetti: l'Ira (Irraggiamento reattori ad acqua) e Sara (Sperimentazione avanzata reattori ad acqua). Essendo l'anno della crisi energetica successiva alla guerra del Kippur si avvia un progressivo processo di ridimensionamento: nel 1977 l'Enel fissa gli obiettivi in 4 centrali da far partire subito e 4 da iniziare a studiare.
Il 1981 è l'anno delle centrali di Caorso e Montalto. Nel frattempo cala l'impegno del Cnrn mentre diventa più importante quello di Enel e Cnr che arriva nel 1979 al 25%. Nel 1977 Cise e Cesi (Centro elettrotecnico sperimentale italiano) fondano la Phoebus spa, orientandosi sempre di più verso la scienza applicata. Negli anni 80 inizia un periodo di ristrutturazione e ricerca del pareggio di bilancio. Vengono potenziati i settori destinati alla commercializzazione e organizzazione per le piccole e medie imprese. Con la legge 17 febbraio 1982 n. 46, il Cise accede al Fondo per la ricerca applicata. Nel 1983 cambiano alcune linee strategiche, a causa della scarsa redditività di programmi come lo studio sull'arsenio di gallio (promosso dalla Cee) e sul laser di potenza (Cnr). Il 1986 rappresenta uno spartiacque: da una parte l'Enel arriva al 74,4% delle quote del Cise, dall'altro il disastro di Cernobyl mette un freno alla ricerca sul nucleare, che in Italia viene rafforzato dal referendum del 1987. Da questo punto in poi, la ricerca in questo ambito si ferma alla diagnostica e sicurezza, allo studio dei materiali, al calcolo avanzato e alle misure ambientali. Un altro ambito nel quale il Cise si afferma è quello del trasferimento tecnologico verso i paesi in via di sviluppo, tramite due settori appositi: il Stt (Settore trasferimento tecnologico) e il Srs (Settore ricerca e sviluppo). Con la crisi dei primi anni 90, tuttavia, il Ministero degli esteri riduce anche questi finanziamenti orientati alla cooperazione e l'Enel smette di finanziare ex ante le ricerche, portando il Cise progressivamente a orientarsi sempre più al mercato.